L'orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus) è una sottopopolazione endemica dell'Appennino centrale, geneticamente distinta dalle popolazioni alpine e da quelle balcaniche. Con meno di 70 individui stimati al 2024, rappresenta uno dei taxa di vertebrati più minacciati d'Europa, pur non essendo formalmente classificato come sottospecie distinta nelle tassonomie ufficiali più recenti.

Dimensione e struttura della popolazione

Le stime più recenti, basate su analisi genetiche non invasive (peli, escrementi) condotte nell'ambito del progetto LIFE ARCTOS e del monitoraggio ISPRA, indicano una popolazione di 60–68 individui, con un sex ratio leggermente sbilanciato a favore delle femmine. La struttura demografica evidenzia una bassa velocità di crescita (tasso di incremento annuo stimato: 1,5–2,5%), insufficiente a garantire la viabilità a lungo termine senza interventi gestionali.

Il nucleo principale è concentrato nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) e nelle aree protette limitrofe (Parco Nazionale della Maiella, Riserva Naturale Piana di Pezza). La dispersione verso nord (verso il Parco Nazionale del Gran Sasso) e verso sud (verso il Parco Nazionale del Cilento) è documentata, ma rara e ostacolata da numerose barriere infrastrutturali.

Rischi e fattori limitanti

L'isolamento geografico è il principale fattore di rischio per la sopravvivenza a lungo termine della popolazione. La deriva genetica, amplificata dalle ridotte dimensioni, può portare nel tempo a una riduzione della variabilità genetica con conseguenti effetti sulla capacità adattativa e sulla fertilità.

Tra i fattori di mortalità documentati:

  • Investimenti stradali (SS83, SS17, autostrada A24-A25): causa principale di morte negli ultimi 15 anni.
  • Lacci e trappole non selettive destinate ad altre specie.
  • Avvelenamento da bocconi tossici, in diminuzione ma ancora presente.
  • Uccisioni illegali, difficili da documentare ma geneticamente rilevabili.
Falco pellegrino in volo – specie simbolo degli ecosistemi italiani condivisi con l'orso marsicano
Falco pellegrino (Falco peregrinus) in volo. Specie di interesse comunitario che condivide parte degli habitat rupestri con l'orso marsicano sull'Appennino centrale. Foto: Wikimedia Commons, CC BY-SA

Il Piano d'Azione del PATOM

Il Piano d'Azione per la Tutela dell'Orso Marsicano (PATOM), adottato nel 2021 dal Ministero dell'Ambiente in collaborazione con le Regioni Abruzzo, Lazio e Molise, definisce le linee di intervento per il prossimo decennio. Le priorità includono:

  • Riduzione della mortalità da traffico stradale attraverso la realizzazione di passaggi faunistici su infrastrutture critiche.
  • Gestione degli individui confidenti o problematici (individui che frequentano abitualmente le aree periurbane o che causano danni reiterati).
  • Miglioramento della connettività ecologica tra i nuclei di presenza.
  • Comunicazione e coinvolgimento delle comunità locali.

Corridoi di dispersione verso nord e verso il centro Italia

Il collegamento tra il PNALM e il Parco Nazionale del Gran Sasso richiede il superamento della Valle del Liri e della conca di Avezzano, aree intensamente antropizzate con traffico stradale elevato. Alcuni individui in dispersione hanno già percorso queste aree, confermando la permeabilità residua del paesaggio, ma la mortalità associata agli spostamenti rimane significativa.

Verso nord, il corridoio appenninico verso i Sibillini e l'Umbria è potenzialmente praticabile, ma richiede la tutela dei tratti boscati che lo compongono e la limitazione dell'espansione di aree industriali e logistiche nei fondovalle.

Confronto con la situazione alpina

La popolazione di orso delle Alpi centro-orientali (Slovenia, Austria, Italia nord-orientale) è geneticamente distinta dall'orso marsicano e demograficamente più robusta: circa 70 individui nel solo Trentino nel 2024, in crescita grazie al progetto LIFE Ursus avviato nel 1999. Il confronto tra le due situazioni evidenzia il peso determinante delle dimensioni e della connettività dell'habitat sulla velocità di recupero demografico.

Status nella Lista Rossa e normativa

L'orso marsicano è classificato come "Critically Endangered" nella Lista Rossa IUCN italiana (categoria CR). A livello europeo, Ursus arctos è classificato come "Least Concern", ma la frammentazione delle popolazioni e le ridotte dimensioni di alcune sottopopolazioni peninsulari rendono questa classificazione aggregata poco rappresentativa delle situazioni locali.

La specie è inclusa nell'Allegato II e IV della Direttiva Habitat (92/43/CEE) e nell'Appendice II della Convenzione di Berna. La caccia è vietata in Italia dalla legge 157/1992.